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Paura del dentista? Come superarla e tornare a curarti senza dolore

1 lug
Tempo di lettura: 3 min

Molti dei pazienti che arrivano con situazioni dentali gravi hanno una cosa in comune: la paura del dentista. Spesso nasce da una brutta esperienza vissuta da bambini o da adulti, e porta a rimandare le cure per anni, finché il problema peggiora.

Se ti riconosci in queste parole, sappi che non sei solo, e che non c’è niente di cui vergognarsi. In questa guida ti spiego cos’è la paura del dentista, da dove nasce e come oggi ci si può curare senza dolore e senza ansia.


Paziente sereno sulla poltrona dopo aver superato la paura del dentista

Cos’è l’odontofobia

L’odontofobia è una paura intensa e persistente del dentista e delle cure dentali. È riconosciuta come una fobia specifica e può provocare:

  • ansia anticipatoria, già giorni prima dell’appuntamento;

  • attacchi di panico;

  • l’evitamento delle cure, anche quando il dolore diventa forte.


Da dove nasce la paura del dentista

  1. Esperienze traumatiche: un trattamento doloroso, da bambini o da adulti, può lasciare un segno che dura anni.

  2. Paura del dolore: è il timore più diffuso, anche se oggi le cure sono quasi sempre indolori.

  3. Sensazione di perdere il controllo: stare sdraiati senza vedere cosa succede mette a disagio molte persone.

  4. Rumori, odori e luci: il suono del trapano, l’odore dei disinfettanti, la luce sul viso.

  5. Vergogna: molti evitano il dentista per l’imbarazzo legato allo stato dei propri denti, o per paura di essere giudicati.


Una storia che mi è rimasta nel cuore

Qualche tempo fa è arrivato in clinica un uomo di cinquant’anni, accompagnato dalla moglie. Soffriva così tanto che piangeva. Un dentista gli aveva estratto otto denti sani e gli aveva fatto due protesi scheletrate, pagate a caro prezzo, che gli davano solo dolore. Quando gli ho chiesto perché avesse accettato di togliere denti sani, mi ha risposto che non lo sapeva.

Prima di poterlo visitare, il dentista ha dovuto aiutarlo a calmarsi. Non voglio puntare il dito contro nessuno, perché professionisti poco seri esistono in ogni Paese. Da quella storia, però, ho imparato una cosa che ripeto a tutti: se una cura non ti convince, chiedi sempre un secondo parere. È un tuo diritto.


Perché rimandare costa di più

La paura spinge a rimandare, ma il tempo peggiora quasi sempre la situazione. Una piccola carie o un po’ di tartaro si risolvono con poco, in una seduta. Lasciati lì, possono diventare una devitalizzazione, un’estrazione o un impianto, con costi e tempi molto maggiori. Intervenire subito è la scelta più serena, e anche la più economica.


Come ci si cura oggi senza dolore

L’anestesia locale

È la base di quasi tutte le cure. L’effetto arriva in 1-3 minuti e dura qualche ora. I tipi principali sono:

  • topica: un gel o uno spray che rende insensibile la gengiva prima della puntura;

  • plessica: un’iniezione vicino al dente, usata soprattutto per l’arcata superiore;

  • tronculare: blocca il nervo della mandibola, per le cure dell’arcata inferiore;

  • intraligamentosa: un’iniezione mirata accanto a un singolo dente.

Dopo l’anestesia, fai attenzione a non morderti la guancia o il labbro finché la sensibilità non torna.


L’anestesia computerizzata

Un apparecchio inietta l’anestetico lentamente e a pressione controllata, così la puntura quasi non si sente. È molto utile per chi ha paura degli aghi.


La sedazione cosciente

È pensata per i pazienti più ansiosi. Si respira, attraverso una mascherina, una miscela di protossido d’azoto e ossigeno, che rilassa e riduce l’ansia. Si resta svegli e si respira da soli, e l’effetto passa pochi minuti dopo la fine della seduta. Si usa insieme all’anestesia locale. È il dentista a valutare se è adatta a te, in base alla tua storia clinica: non è indicata, ad esempio, nei primi mesi di gravidanza.


Le tecniche meno invasive

  • La chirurgia implantare guidata, pianificata al computer con la TAC 3D, permette in molti casi di inserire gli impianti senza tagliare la gengiva. Il risultato è meno gonfiore e meno dolore dopo l’intervento.

  • Il laser riduce l’uso del trapano in alcune cure delle carie e delle gengive.


Cosa dicono i pazienti che avevano paura

“Posso solo dire che sono una persona che ha sempre odiato i dentisti, ma da voi mi sono subito trovata a mio agio.”— Anna Pollina
“Durante le estrazioni non ho sentito nulla. Avete davvero mani d’oro.”— Antonella Cavalieri
“E anche quel sano umorismo che non ti fa pesare né la spesa né il dolore.”— Mirco Aimi

Superare la paura del dentista è possibile

Con il giusto approccio, un dentista paziente e gli strumenti adatti, anche chi ha evitato le cure per anni può tornare a curarsi. Io ti accompagno in ogni passo: prima della visita ti spiego cosa succederà, e in clinica non sei mai solo.


Scrivimi su WhatsApp e raccontami la tua paura: a volte basta parlarne per fare il primo passo.















































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